Biografia Federico
Federico Olivetti nasce un giorno imprecisato dell'anno 1984.Sino ai quindici anni (compiuti un giorno imprecisato del 1999), nonostante l’amore per la musica si sia già palesato, non riesce ad individuare lo strumento “prediletto”: passa così dalla tastiera dell’infanzia al flauto medievale (leggasi “suonato in classe durante la scuola media”) dell’adolescenza, sino a giungere finalmente al suo strumento attuale, la batteria.
La scelta è presto fatta e in pochi mesi Oliva si procura la sua prima “versione base”: una meravigliosa “Yamaha DTX Press”, elettroacustica di tutto rispetto.
Ad iniziarlo effettivamente allo strumento è Alessandro Decina, batterista jazz che lo accompagnerà nei suoi primi 6 mesi di studio.
Il caso vuole che nello stesso momento diventi membro della sua prima vera band “noname” composta da consanguinei; il più classico dei gruppi liceali:cover di tutti i tipi (da Max Gazzè, agli Smashin’ Pumpkins, ai Radiohead ai Guano Apes, ecc…) e tanta sana voglia di suonare.
La mancanza di un concreto indirizzo musicale porta il gruppo allo scioglimento dopo circa un anno e mezzo di attività; Federico rimane un freelance: suona un po’ con tutti, senza una vera meta, riaschiando di perdersi nel mare dei “grooves”
Ma il destino (leggasi “caso”) ha in mente ben altro e Marco Noia (cantante, chitarrista, soprattutto vecchio amico) lo riesce a mettere in contatto con Samuele Matteucci…
Music Box Salt, Jack Benoit sono solo alcune delle incarnazioni a cui il trio formato dai Matteucci (Samuele&Saverio) e Olivetti ha dato vita, prima di prendere la loro forma definitiva ne “Le Facce Di Nascosto”, gruppo composto da persone poco raccomandabili che è meglio non citare: infatti portano sfortuna e i loro nomi, se letti al contrario, pare possano evocare il Diavolo.
Federico percepisce un netto miglioramento della tecnica, inizia a padroneggiare (leggasi “non essere sopraffatto da”) tempi dispari e musica progressive (è questa la via prediletta dalle “Facce”), soprattutto ha comprato e riesce a domare il double pedal, “Cobra di Ferro” per gli amici.
Ma l’avventura non finisce qui: avviato alla carriera universitaria, il povero batterista si imbatte in un inquietante capellone, barbuto e con gli occhiali, i cui discorsi sono essenziali ma chiari: “Cioè tu suoni la batteria, cioè suoniamo, dai!”
La musica che viene fuori dalla prova è effettivamente agli antipodi da quella che Federico è abituato ad eseguire e ascoltare: i dubbi presto si trasformano in stimoli e, prova dopo prova, nascono i “Controsenso”.
Oliva, felicemente diviso tra due band, è elemento essenziale per i fantastici 4: punto di riferimento capace tanto di fare da “collante” rimanendo nell’ombra, quanto di cimentarsi in poderosi (leggasi “poderosi”) assolo.
Persona per bene, subisce spesso e volentieri le molestie di Gabriele, causa la sua innata capacità di trovare linee di batteria “straordinariamente vicine” a quelle immaginate dal cantante.